Mofeta di Borboi

La Mofeta di Borboi, spettacolo geotermico a pochi passi dal paese di Orciatico

Un sentiero ci condurrà a questa particolare attività naturale, la fuoriuscita di gas ricchi di solfuro di idrogeno e biossido di carbonio che rendono poco vivibile la zona….
Di grande interesse, da un punto di vista naturalistico, è la presenza di una spettacolare manifestazione naturale, a pochi passi dal paese. Si tratta della Mofeta di Borboi, cui si può giungere facilmente dal paese di Orciatico attraverso una piacevole passeggiata all’interno di un castagneto. Il nome “mofeta” deriva dalla dea Mefite, di origine osca o sannita, protettrice delle acque e della terra, anticamente adorata dai contadini perché assicurava fertilità e prolificità. Solo successivamente, il mito della dea Mefite ha assunto dei connotati negativi, diventando simbolo degli odori pestilenziali e di morte per asfissia, e quindi temuta dalla gente di campagna.

L‘ Antica area vulcanica

Le  mofete  sono emissioni  naturali  di  anidride  carbonica  di  origine geotermica, tipiche di antiche aree vulcaniche, attive da centinaia di anni. Le Mofete di Borboi appaiono ai nostri occhi come pozze fangose in ebollizione, in cui  le  emissioni  gassose  avvengono  sul   letto  di  un   torrente  provocandone  il continuo  riscaldamento delle  acque.

La rilevanza  scientifica  di  questo  sito  è notevole, poiché, a causa delle particolarissime condizioni atmosferiche ed edafiche che si sono venute a creare nel corso dei secoli, le specie vegetali ed animali hanno sviluppato adattamenti altamente specifici per quel determinato ambiente. L’esistenza delle mofete, presenti in Italia soltanto in altri due zone (Viterbo e Rapolano Terme), ci permette di studiare quali sono gli effetti dell’aumento della CO.2 nell’atmosfera, dovuto alle attività umane di vario tipo e, soprattutto, all’utilizzo di energie fossili come petrolio, metano e carbone.

Numerosi studi sono stati compiuti in questo sito non solo dal CNR italiano ma anche da importanti istituti di ricerca internazionali quali la San Diego Stato University, l’Università di Wageningen in Olanda, l’Università di Basilea e l’ Università di Sheffield in Gran Bretagna e di Vienna.

Raccomandazioni

Per  apprezzare  al  meglio  il fascino  di  questo  spettacolo naturale,  si consiglia di recarvisi quando il torrente è ricco di acqua, ovvero tra ottobre e maggio, in modo da poter osservare le acque in ebollizione a causa della risalita del gas dal terreno sottostante.

Per raggiungere la mofeta, potete parcheggiare al waypoint indicato. Da qui si supera la sbarra e seguendo le indicazioni e i pannelli illustrativi si arriva alla mofeta. Le frecce di legno senza niente scritto sopra portano alla mofeta.

ATTENZIONE!!! Nei pressi della mofeta le concentrazioni di anidride carbonica sono molto alte e potenzialmente tossiche, non è raro vedere piccoli animali morti. Non superare le barriere, sono state messe per un motivo.