• La rocca di Pietracassia

La Rocca di Pietracassia

La Rocca di Pietracassia, gioiello di fortificazione medievale posta nel territorio di Lajatico.

L‘intero complesso poggia su un enorme masso di alberese sul cui lato Nord fu edificata la torre di avvistamento divenuta in seguito il mastio della rocca e che costituisce la parte più antica di tutto il complesso architettonico.

La torre, posta nel luogo più alto della struttura, costituiva un valido punto di controllo sulla strada che corre lungo la Sterza collegando la Val d’Era con la Val di Cecina.

Le caratteristiche ambientali del territorio offrono innumerevoli possibilità di riposo e di svago.

In ogni stagione si possono ammirare e gustare le bellezze del paesaggio, i vari itinerari naturalistici e i percorsi trekking, le variopinte colline, i folti boschi popolati da varie specie animali.

Tutto questo, insieme al Teatro del Silenzio, ha fatto guadagnare al nostro territorio una menzione speciale per l’eccellenza all’interno della quarta edizione del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.

invece, per motivi storici, furono edificate in seguito ed in tempi diversi.
La prima, con un unico accesso sul lato Sud, costituì il castello vero e proprio.

La seconda, costruita in epoca più tarda e molto più ampia, dette origine ad un nuovo complesso architettonico definibile a pieno titolo rocca. In totale si distinguono quindi tre diverse tecniche edilizie, corrispondenti ad altrettante epoche storiche.

La prima cinta muraria

la più antica è quella con cui fu realizzato il mastio e le probabili strutture adiacenti. La sua datazione è complessa data la scarsità di documenti, ma con tutta probabilità risale agli inizi dell’XI secolo. La prima cinta di mura costituiva il castello, imponente e maestosa, era disposta con la facciata principale a mezzogiorno e può essere datata intorno alla prima metà dell’XI secolo anche se Giuseppe Caciagli la fa risalire alla fine dell’VIII secolo.
È composta da un lato da una muraglia lunga circa 45 metri e alta 8, leggermente convessa verso l’interno e costruita con pietre abilmente squadrate la cui disposizione dimostra l’abilità di chi vi ha lavorato. Senza una finestra, né una feritoia e sprovvista di merlatura, era dotata di un camminamento di ronda costruito in travi di legno a sbalzo e posto ad un’altezza di circa 1,30 m dalla sommità del muro.

Oggi sono ancora visibili gli alloggiamenti delle travi nella parte alta della muraglia. Tale camminamento doveva estendersi anche sui tratti di mura laterali che si chiudevano sul dirupo lato Nord, oggi andati distrutti. Dalla parte interna si notano delle buche pontaiole all’altezza del terreno, ciò significa che all’origine il piano di calpestio si trovava almeno 1,5 m più in basso. L’unica apertura su questo lato è la porta d’accesso, costruita più in alto rispetto all’esterno delle mura in modo da poter essere murata in caso d’attacco.
In questo modo si rendeva assai più difficile l’operazione di sfondamento da parte del nemico. All’estremità di questa muraglia si trovano due possenti torri angolari differenti tra loro ma ben inserite in tutto il complesso.

Una, quella ad ovest a pianta quadrilatera e più slanciata, l’altra posta ad est più massiccia e a pianta eptagonale. Quest’ultima è costituita da due piani alla cui base le mura hanno uno spessore di 2,16 m.

Il piano inferiore, ancora ben conservato, è accessibile tramite una stretta apertura dalla parte interna del castello più alta di circa 1,6 m rispetto al piano di campagna. La torre è dotata di due feritoie, di cui una interamente in pietra e rivolta verso la porta di accesso alla seconda cinta muraria. Mentre l’altra, forse modificata in un secondo tempo e con la volta a mattoni, è rivolta verso l’accesso al castello posto sul muraglione centrale, non visibile data la convessità del muro stesso. Il solaio del piano inferiore, ad un’altezza di circa 4,5 m dal piano di calpestio, è costituito da una volta a botte in lastre di alberese.

avente anch’esso una copertura a volta ed un successivo strato di impermeabilizzazione, non sono rimasti che pochi ruderi. Era comunque dotato di due feritoie poste in corrispondenza a quelle del piano inferiore. Ammesso che la copertura a volta doveva essere accessibile dal camminamento di ronda, l’altezza del secondo piano doveva essere all’incirca 3 m.

I due piani non erano comunicanti per cui quest’ultimo era raggiungibile solo dall’esterno. La torre posta sul lato Nord-Ovest è invece a forma quadrata e costruita su tre piani, ogni piano è dotato di tre feritoie con lo scopo difensivo sia della torre stessa, che della porta di accesso al castello. Le feritoie sul lato principale sono poste centralmente rispetto alla parete, mentre quelle sui lati laterali si trovano in prossimità dell’attestazione delle pareti della torre con le mura del castello, questo per avere una difesa radente delle mura stesse.

Anche in questo caso però dalle feritoie sul lato Nord – Est, non è possibile vedere la porta di accesso al castello data la convessità del muro.

in gioco le due torri erano unite dal camminamento di ronda tramite la copertura della torre eptagonale e l’ultimo piano della torre quadrata. La cinta muraria del castello prosegue poi sui due lati oltre le torri, per chiudersi sul lato Nord del maniero, che come già detto, data la sua inaccessibilità è sprovvisto di fortificazioni.

All’interno del perimetro del castello nulla è rimasto a testimonianza di, come dovevano essere disposti i vari servizi; solo in prossimità del mastio e della torre eptagonale si notano tracce affioranti di muratura.

Nel primo caso tale costruzione doveva costituire l’alloggio del castellano, essendo posta nella parte più alta ed in prossimità del mastio, ultimo baluardo di difesa.

Doveva avere un’altezza non superiore ai due piani altrimenti avrebbe impedito la visibilità dal mastio stesso.

La Storia della Rocca di Pietracassia

Dalle tracce restanti si deduce essere a base rettangolare di 16×8 m. La seconda costruzione facilmente individuabile si trova nei pressi del torrione eptagonale, si tratta di una struttura affiorante da terreno e coperta a volta in pietra che costituiva la cisterna per la raccolta dell’acqua piovana.

Sopra ad essa era posto l’alloggio delle guardie a difesa della porta di accesso alla rocca. Come detto all’inizio, il mastio è la parte più antica del castello e per sua difesa venne edificata una muraglia fortificata sul lato Sud. Con la costruzione successiva della prima cinta muraria questo baluardo venne a trovarsi tra la porta di accesso al castello e il mastio stesso.
A questo punto, non avendo più ragione di essere, venne parzialmente demolito.

Una continuazione di essa dovette costituire i locali di abitazione, che prolungandosi fino alla torre eptagonale, dovevano consentire l’accesso al camminamento di ronda ed al secondo piano della torre stessa.

Altro muro che venne demolito, questo però dopo la costruzione della seconda cinta muraria, fu quello che collegava la torre eptagonale al dirupo sul lato Nord del castello.

Altri locali dovevano trovarsi lungo la prima cinta, essendo il piano di campagna come già detto, più basso di 1,5 m. La descrizione che abbiamo fatto fino ad ora si riferisce alla parte costruttiva che possiamo definire castello.

(Iohannes Rustichelli de Ghezano, notarius publicus) redatto da un notaio pisano, dove si parla per la prima volta non di castello ma di rocca di Pietracassia, è possibile datare la costruzione della seconda cinta muraria. Nei primi anni del XIII secolo quindi, applicando la terza tecnica edilizia, ebbe inizio la costruzione della seconda e più estesa cinta muraria che dette a Pietracassia il titolo di Rocca.